La sfida è lanciata: chi ha l’albero più grande di San Leo?

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Qual’è l’albero più grande e antico nel territorio di San Leo?

San Leo non solo può vantare edifici storici monumentali di grande pregio. Il masso del borgo è circondato da un territorio di grande valore naturalistico che ha visto la cittadinanza mobilitarsi in sua difesa in più volte per la sua salvaguardia. Non dimentichiamo la purezza delle acque del Mazzocco, l’area SIC-ZPS – Rupi e Gessi della Valmarecchia di cui una parte importante della sua superficie protegge le rupi del Monte san Gregorio e del monte san Severino, l’area dei Gessi appunto con il suo ambiente carsico, la presenza di olivi centenari fra cui la rara varietà locale autoctona Capolga di San Leo.

Alberi monumentali a San Leo

Ma pochi sanno, anche fra i Leontini ed è ora di renderlo noto anche per via di un fatto increscioso capitatomi poco tempo fa, che a San Leo ci sono alberi classificati come monumentali dalla regione Emilia-Romagna. Uno di questi risiede nel bosco prospiciente ca’ del Santo ed è una quercia roverella di m 3,70 di circonferenza.

La roverella

la sua specie è caratterizzata da una sottile peluria che si sente sulle foglie. Altra caratteristica è la sua resistenza alla siccità che la rende adatta ai terreni difficili. Inoltre ha un accrescimento molto lento ed è raro trovare roverelle alte come questa. L’albero non ha una origine naturale, perché la ghianda di roverella è la più dolce fra le specie di quercia e quindi è ottima per nutrire i maiali. Sicuramente questa roverella è stata piantata e conservata per quell’uso dai contadini, come pure per segnare il vicino confine della proprietà.

Misurazione circonferenza

Questa è la misura della sua circonferenza che mi fa presumere un’età di circa 400 anni. La regione Emilia Romagna con la legge regionale tutela gli alberi monumentali e questo è stato censito. Con i dati a disposizione nel sito apposito della regione solo altre 2 roverelle hanno maggiori dimensioni per circonferenza.

Purtroppo la tutela è necessaria per questi patriarchi centenari, non solo per evitarne l’abbattimento, ma soprattutto per salvaguardarli  l’incuria alla quale sono spesso sottoposti a causa di persone che il vandalismo ce l’hanno innato. Come l’ultimo operaio autorizzato alla pulizia del ciglio stradale dalle erbacce che con totale incuria non ha ritratto l’attrezzo e nel passare lungo la mia strada ha segnato le cortecce di tutti gli alberi lungo il ciglio con il trincia su braccio mobile, fra cui la roverella e altri roveri di grande dimensione in filare.

Ora io vorrei fare una affermazione lapidaria, condita comunque di simpatia: la roverella di ca’ del Santo è l’albero più grande e antico di San Leo! Può qualcuno trovare un altro albero più grande o più antico? Se sì me lo segnali più o meno pubblicamente e declinerò volentieri il primato.

 

 

 

 

 

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