Chi sono

Mi chiamo Alberto Olivucci, contadino di terre magre a San Leo, in Emilia Romagna. Ho creduto nell’agricoltura biologica fin dai primi giorni, quando solo dire o scrivere biologico era proibito e i cibi bio erano spesso sequestrati. Sono nato a Rimini ma come altri Riminesi ho lasciato questa città perché non mi ci riconosco più. Forse se avessi continuato a lavorare li sarei stato davvero “due braccia rubate all’agricoltura”. Il biologico a Rimini lo vendevo. Ora va un po’ meglio: lo produco.

Dove
Abito a San Leo (RN) in un grande ed antico casale di pietra del 1300 con attorno 11 ettari di terra e roccia, di campi e boschi. La casa si chiama ca’ del Santo, ma per molto tempo fu chiamata con il cognome dei precedenti proprietari. Ho preferito ribattezzarla con il nome della mappa più affidabile, quella catastale, ed è questa l’origine dell’attuale toponimo. Mi piace pensare che ora con questo nome è dedicata a Colui che è il Santo senza nome, ovvero colui che è Santo non perché così è stato fatto dagli uomini o da una chiesa, ma perché lo è sempre stato fin dai giorni senza fine, Dio dei cieli e della terra, fonte della vita, Padre per i credenti.
I campi attorno alla casa li definisco spesso terre magre. La forma di questa proprietà è circa quella di un grosso triangolo con la casa quasi al centro. Sono per metà bosco e una parete rocciosa verticale alta un centinaio di metri, e il resto terra coltivabile dove abbonda il calcare rilasciato dalle rocce del monte. Dei 5 ettari che ho a disposizione per la coltivazione circa 3 ettari sono in un pendio ripido. Fra la parte più bassa e la cima del picco roccioso ci sono almeno 200 metri di dislivello, da 400 m s.l.m. fino ai 600. Questa terra decliva contiene molto limo, una polvere di roccia sottile, calcarea, perché tutto il monte è un sedimento marino dove è facile trovare conchiglie fossili. Naturalmente è terra che si bagna in fretta ed altrettanto in fretta si asciuga. Altri 2 ettari sono meno pendenti ma comunque limosi. Le zone limitrofe al bosco invece abbondano di grossi e piccoli pietroni che fanno scintillare la zappa e storcere gli erpici. Acqua ce n’è pochina, può bastare però per un orto abbondante e si trova in due antichi pozzi profondi una decina di metri. Se in inverno nevica bene si attinge altrettanto bene, altrimenti meglio fare un orto piccino.

Quando
Sono del 1963 a. D. ma ogni anno che passa mi rendo conto che è solo un intervallo e che tutto scorre e si allinea ai tempi divini, nei quali un giorno può valere mille anni e mille anni sembrare un giorno. Tanto siamo qui solo come pellegrini. Invece sono qui nella fattoria da 25 anni.

Cosa
Sono un idealista con tanta voglia di cambiare il mondo per renderlo migliore. Non sono ricco fuori, spero di essere ricco dentro, Lo Spirito con cui affronto la vita fa la differenza. Essere portatori di idee luminose è una importante missione. Essere il sale della terra e fonte di luce è uno dei miei principali obbiettivi. Il lato economico è importante, ma sta venendo da solo se prima di tutto do il primo posto, do importanza ai valori spirituali della vita. L’elenco di ciò che mi interessa nella vita è lungo.  Mi appassionano

  • l’esistenza di Dio;
  • la natura, che è un libro di conoscenza;
  • le cure naturali, che so applicare a me e agli altri;
  • l’informatica, come strumento per comunicare;
  • la cucina vegetariana perché amo il buon cibo;
  • il silenzio, che comprende tutto, e la musica epic che parla di onore e grandi imprese.

Come
È facile dire che bisogna fare le cose con il cuore più che con la mente, ma questo è spesso un lusso. Io posso permettermelo.

Perché
Me lo chiedo spesso: non sarebbe stato meglio occuparmi del mio angolo di natura meravigliosa e dimenticarmi del resto del mondo? Ho i miei semi, la mia terra dove piantarli, l’aria pura e un po’ di reddito. Ma lo sapete che l’egoismo uccide? Non tanto la forma umana, ma il buon Spirito che porta in se’ e i sentimenti, la corda sensibile che suona l’armonia della vita. Inoltre ci credo in quello che faccio.

Quanto
Di solito questa domanda non fa parte dei miei interrogativi, ma è meglio aggiungerla e poi spiegarla. La risposta è: niente. L’azienda agricola non è in grado di darmi l’autosufficienza economica, mi basta quella alimentare. Quindi in passato ho attivato delle altre attività economiche che mi hanno consentito di vivere molto semplicemente e comunque sviluppare le mie idee e aspirazioni. Abbiamo solo una breve vita a disposizione, non va bene sprecarla per accumulare beni che tanto poi dobbiamo lasciare qui.