Il carbone vegetale come rimedio naturale per la salute

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Da circa un anno sto usando, con la stessa curiosità di un esploratore, il carbone attivo per le sue capacità curative. Ho iniziato questo percorso perché durante i miei studi sul biochar ho riscoperto che il carbone, quando viene attivato, diventa un piccolo medico. Ne conoscevo da tanti anni alcuni suoi effetti, ma in modo superficiale. In particolare ricordo le classiche pastiglie di carbone utili giusto per sgonfiare la pancia. Ma poter utilizzare la polvere di carbone vegetale attivato è tutta un’altra cosa!

Intanto come si arriva al carbone attivo. La materia prima può essere carbone lignite o legname naturale non trattato. Prima deve essere lavorato a caldo con la pirolisi, cioè in pratica riscaldato a 700-900° C ma in assenza di ossigeno. Ciò brucia e fa evaporare quasi tutto ciò che non è carbonio. Al termine della lavorazione resta il carbone ma perfettamente depurato da ogni altra sostanza. Possono però restare residui di cenere che limitano la porosità del carbone. E qui comincia l’attivazione che può essere portata a successo sostanzialmente in due modi, entrambi usando ingredienti e modalità naturali. Il più diffuso è l’acido fosforico, il meno diffuso è l’uso di vapore acqueo. In ogni caso questo processo purifica ulteriormente il carbonio ripulendolo da ogni residuo di ceneri residue. Ora il carbone è attivo e può essere utilizzato e viene ridotto in una polvere impalpabile.

Il carbone attivo ottenuto da lignite, che è un carbone fossile, ha una miriade di utilizzi industriali: decolora, desodora, cattura molecole tossiche, colorante e tanto altro. Viene utilizzato anche in ambito di lavorazioni su prodotti alimentari, come nel caso dell’olio di semi. Per le applicazioni per uso personale è possibile usarlo solo per uso esterno e solo per impacchi localizzati.

Il carbone attivo ottenuto da legname  ha invece utilizzi esclusivamente alimentari o in contatto con alimenti. È il carbone più pregiato in assoluto, sia per qualità sia per capacità di adsorbimento. Un cucchiaio di questo carbone attivo ha una superficie di azione equivalente a un campo da calcio. Il suo uso è descritto nella farmacopea classica e ogni farmacia lo deve tenere come farmaco di emergenza per gli avvelenamenti acuti. Può avere usi interni e usi esterni che spaziano in ogni direzione della immaginazione umana.

Quali sono i suoi campi di azione? Talmente tanti che non basta lo spazio di questo articolo e preferisco scrivere delle singole monografie basate sia su mie esperienze personali, sia su documentazione scritta.

Per ora mi fermo a una puntura di insetto molto fastidiosa che non ho voluto calmare ricorrendo a qualche pomata, ma a un mini impacco di carbone vegetale attivo. Sono bastati due cucchiaini di un impasto di carbone e acqua, ho applicato sulla bolla rossa. Ho coperto e fasciato e lasciato per 3 ore. Tutto il prurito che mi perseguitava da giorni è svanito in un attimo e anche buona parte del rossore. Credo che tutti quelli che abitano in campagna hanno a che fare con insetti pungenti e sapere che esiste un rimedio efficace, naturale e veloce è rassicurante.

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