Terra diatomacea per combattere gli afidi

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Gli afidi arrivano all’improvviso con l’iniziare verso l’inizio della primavera: che siano rose o fave, alberi da frutto o cavoli, questi piccoli insetti possono fare grossi danni se la loro infestazione esce fuori dal controllo. In natura alcuni insetti, come la coccinella, sono incredibilmente efficaci predatori, ma non sempre possono prevalere. Allora sono utili dei rimedi naturali. Uno di questi è certamente la farina fossile di diatomee (detta anche kieselgur o terra diatomacea) nella sua forma grezza e non calcinata. Se vista al microscopio appare come un eterogeneo miscuglio di scaglie affilate e aguzze. Quando la polvere entra in contatto con l’epidermide dell’insetto (esoscheletro) provoca due azioni ugualmente negative: una produce essiccamento ed è quella che danneggia gli insetti a esoscheletro morbido come gli afidi. L’altra è una azione di graffiatura che danneggia l’integrità dell’esoscheletro duro e ferisce l’insetto. In entrambe le situazioni la terra diatomacea diventa molto fastidiosa per l’insetto che così tende ad allontanarsi se può oppure ne avrà danni che causeranno la morte.

L’effetto insetticida è quindi di tipo meccanico e non chimico. Questo determina che gli insetti non riusciranno mai ad assuefarsi come invece succede con gli insetticidi di tipo tradizione chimico. Inoltre la terra diatomacea non lascia residui tossici nel terreno, anche il suo contenuto in silicio può diventare un apporto utile di silicio.

La terra diatomacea è un utile principio attivo per aiutare l’ortolano o l’agricoltore, l’importante è che venga utilizzata la versione non calcinata perché è quella che non contiene cristobalite, ovvero silice cristallina che può essere irritante per i polmoni e alla lunga portare a conseguenti patologie. Mentre per lo spargimento della terra diatomacea può bastare una buona mascherina da polveri, se data asciutta nella sua forma polverulenta. Ma se applicata disciolta in acqua e spruzzata essa non produce polvere.

Per fare un semplice esperimento ho scelto delle cime di rosa infestate, che di solito si popolano di afidi verdi per prime. Ho mescolato acqua e terra diatomacea e spruzzato. Il giorno dopo non c’era più traccia degli afidi.

Dosi che consiglio:

  • regolare, da applicare con presenza modica di afidi o come prevenzione, di n.1 cucchiaio a litro di acqua equivalente kg.4 per hl;
  • forte, se presente infestazione di afidi o afidi grigi raddoppiare la quantità raggiungendo n. 2 cucchiai per litro di acqua, equivalente a kg. 8 per hl.

La terra di diatomee da usare deve essere finissima, ma non è solubile e quindi si mescola con l’acqua ma non resta in sospensione. Quindi è necessario tenere in agitazione il contenitore dello spruzzino in modo che non si depositi sul fondo. Altro modo di applicarla sarebbe quella di usare un solforatore che la sparge in polvere senza bisogno di acqua, ma si tratta pur sempre di strumenti professionali di costo adeguato per un agricoltore.

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